A questo link si può richiedere l'arretrato di questo numero del National Geographic con articolo e copertina dedicati alle formiche.mercoledì 29 luglio 2009
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A questo link si può richiedere l'arretrato di questo numero del National Geographic con articolo e copertina dedicati alle formiche.
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lunedì 27 luglio 2009
Messor Barbarus - Diario pag. 3: Nascita della colonia
La prima formica nacque il 1 giugno, la seconda 6 giorni dopo. Poi il numero di formiche crebbe esponenzialmente e decisi di collegare la provetta al formicaio quando avevano superato le 15 unità (il 4 luglio). Tolsi il cotone del tappo della provetta ed infilai la provetta nel tubo che avrebbe dovuto collegare il contenitore per la discarica con il formicaio. Se avete progettato un formicaio con una sola entrata potete tranquillamente lasciare la provetta aperta nell'arena.
La provetta si incastrava perfettamente nel tubo. Le operaie avevano così libero accesso a tutto il formicaio e all'arena. Notai che dovevano stare proprio strette, visto che già la mattina dopo avenano trasportato fuori dalla provetta tutta l'immondizia e tutti i semi. I semi li sistemarono nel tubo appena prima dell'ingresso nel formicaio, la spazzatura, costituita per lo più dal cotone che avevano tolto dal fondo, nella prima camera dentro il formicaio. L'esplorazione del resto del formicaio avvenne lentamente, un'operaia il giorno successivo fu vista nella stanza dell'acqua, il 12/7 trovai la prima operaia nell'arena, da lì in poi presero sicurezza e ne avvistai sempre 4-5 nell'arena, 2-3 nel granaio. Il resto restava nella provetta a badare alle uova e a masticare il cibo che precedentemente raccolto.
Ecco l'attuale assetto del mio formicaio:

La provetta collegata al tubo con la regina e le uova:

Il formicaio come appariva nella prima fase di colonizzazione (una camera occupata come discarica):

Ed infine il granaio, posto sul tubo fuori dalla provetta:

Ecco l'attuale assetto del mio formicaio:

La provetta collegata al tubo con la regina e le uova:

Il formicaio come appariva nella prima fase di colonizzazione (una camera occupata come discarica):

Ed infine il granaio, posto sul tubo fuori dalla provetta:

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Nascita colonia
domenica 26 luglio 2009
Costruire il formicaio in gesso - cpt. 2 - Lo schema e il negativo
Spiegherò qui i preparativi per lo stampo in gesso. La prima cosa da fare è prendere un foglio, un pennarello ed una squadra e disegnare lo schema del formicaio. Il Formicaio sarà un parallelepipedo verticale, le cui camere saranno collegate al mondo esterno solo da uno o due tubi in gomma.

Come vedete dal disegno, oltre al formicaio vero e proprio bisogna preparare un'arena, dove le formiche circoleranno in cerca del cibo, e una discarica, solo nel caso in cui alleviate specie del genere Messor, perchè producono una grande quantità di scarti dai semi che stivano.
Nel preparare lo schema del disegno dobbiamo porre attenzione ad alcuni dettagli:

Come vedete dal disegno, oltre al formicaio vero e proprio bisogna preparare un'arena, dove le formiche circoleranno in cerca del cibo, e una discarica, solo nel caso in cui alleviate specie del genere Messor, perchè producono una grande quantità di scarti dai semi che stivano.
Nel preparare lo schema del disegno dobbiamo porre attenzione ad alcuni dettagli:
- Una delle camere in fondo è la camera dell'acqua, sarà costruita in modo particolare, servirà ad umidificare il fondo del formicaio
- Mantenete una distanza di almeno 1.5 cm tra le stanze ed i corridoi ed i margini del formicaio
- Disegnate il punto in cui i tubi si innesteranno nel formicaio, per ogni entrata bisogna disegnare una camera, che sarà l'anticamera del condotto d'uscita
- Pensate in anticipo al diametro dei condotti, in funzione alle specie da allevare
- Per le Messor progettate almeno una grossa camera per la dispensa dei semi
Quando il progetto sarà pronto e ben disegnato lo fisserete con del nastro adesivo ad un tavolo (o al pavimento) e lo coprirete con del nylon trasparente, fissandolo anch'esso con del nastro adesivo.
Prepariamo ora l'impasto che servirà da negativo per creare i cunicoli e le stanze del formicaio. Si può anche preparare direttamente la colata in gesso e scavare dopo i cunicoli e le celle con un cacciavite, io però consiglio di preparare un negativo perchè il risultato finale sarà nettamente migliore ed avrà un aspetto più naturale.
Il negativo va fatto con del materiale plastico: va benissimo l'argilla o la plastilina, se però non ne avete a casa consiglio di prepararsi da sè la pasta sale, è semplicissima da preparare, la spesa è inferiore ad un euro, e si stacca facilmente dal gesso. Procuratevi mezzo chilo di farina, un quarto di sale, un po' d'acqua ed impastate il tutto: otterrete una pasta elastica e facilmente modellabile.
Ora non vi resta che lavorarla, ottenendo dei cordoncini e delle "patate" che disporrete sul nylon sopra lo schema seguento il tracciato dei cunicoli e delle celle che avevate realizzato.
Prepariamo ora l'impasto che servirà da negativo per creare i cunicoli e le stanze del formicaio. Si può anche preparare direttamente la colata in gesso e scavare dopo i cunicoli e le celle con un cacciavite, io però consiglio di preparare un negativo perchè il risultato finale sarà nettamente migliore ed avrà un aspetto più naturale.
Il negativo va fatto con del materiale plastico: va benissimo l'argilla o la plastilina, se però non ne avete a casa consiglio di prepararsi da sè la pasta sale, è semplicissima da preparare, la spesa è inferiore ad un euro, e si stacca facilmente dal gesso. Procuratevi mezzo chilo di farina, un quarto di sale, un po' d'acqua ed impastate il tutto: otterrete una pasta elastica e facilmente modellabile.
Ora non vi resta che lavorarla, ottenendo dei cordoncini e delle "patate" che disporrete sul nylon sopra lo schema seguento il tracciato dei cunicoli e delle celle che avevate realizzato.
venerdì 24 luglio 2009
Messor Barbarus - Diario pag. 2: Stasi nella provetta, la deposizione delle uova
Delle due regine che mi sono arrivate una aveva già deposto 3 uova.
Le provette erano senza acqua, non volevo disturbare le regine con un trasloco, così introdussi in ogni provetta un batuffolo imbevuto d'acqua.
Diedi un po' di cibo: qualche semino d'erba e una pallina di cotone imbevuta con una miscela di acqua, miele d'acacia e zucchero di canna. Misi anche un paio di insettini morti alla regina che aveva deposto, che però non toccò il cibo, al contrario dell'altra regina che invece apprezzò molto il miele.
Dopo qualche giorno, temendo una possibile disidratazione, mi decisi a traslocare le regine in nuove provette riempite per un terzo di acqua.

Le provette si preparano semplicemente in questa maniera: si riempiono almeno per un terzo di acqua, si prende un bel batuffolo di cotone e lo si spinge avvitandolo all'inteno della provetta fino a quando non raggiunge l'acqua, aiutandosi con un bastoncino o un cacciavite lo si spinge bene in modo che sia imbevuto. Deve essere abbastanza compresso da imbibersi senza che lasci cadere gocce d'acqua se lo si tiene capovolto. Poi si mette un pezzetto di carta assorbente, come tappetino per la regina, si introduce la regina medesima e si tappa tutto con un altro batuffolo di cotone. La provetta con la regina va poi tenuta al buio e disturbata non più di una volta ogni 2 giorni. Per le osservazioni sarebbe bene utilizzare un nylon rosso, comunque mai luci forti. evitate anche colpi di flash! La provetta così preparata è la residenza ottimale per la regina perchè mantiene all'interno un buon tasso di umidità e il cotone del tappo consente gli scambi di gas.
Dalla mia esperienza vi segnalo alcuni errori che è bene evitare:
Passato un mese la stessa regina ridepose le uova (27 aprile) decisi di non disturbarla più, controllai il il 16 maggio e la trovai con due larve imbozzolate. Il 1 giugno tornai a controllare e scoprii che era nata la prima operaia.
L'altra regina invece non depose mai e alla fine, ai primi di luglio, morì.
Le provette erano senza acqua, non volevo disturbare le regine con un trasloco, così introdussi in ogni provetta un batuffolo imbevuto d'acqua.
Diedi un po' di cibo: qualche semino d'erba e una pallina di cotone imbevuta con una miscela di acqua, miele d'acacia e zucchero di canna. Misi anche un paio di insettini morti alla regina che aveva deposto, che però non toccò il cibo, al contrario dell'altra regina che invece apprezzò molto il miele.
Dopo qualche giorno, temendo una possibile disidratazione, mi decisi a traslocare le regine in nuove provette riempite per un terzo di acqua.

Le provette si preparano semplicemente in questa maniera: si riempiono almeno per un terzo di acqua, si prende un bel batuffolo di cotone e lo si spinge avvitandolo all'inteno della provetta fino a quando non raggiunge l'acqua, aiutandosi con un bastoncino o un cacciavite lo si spinge bene in modo che sia imbevuto. Deve essere abbastanza compresso da imbibersi senza che lasci cadere gocce d'acqua se lo si tiene capovolto. Poi si mette un pezzetto di carta assorbente, come tappetino per la regina, si introduce la regina medesima e si tappa tutto con un altro batuffolo di cotone. La provetta con la regina va poi tenuta al buio e disturbata non più di una volta ogni 2 giorni. Per le osservazioni sarebbe bene utilizzare un nylon rosso, comunque mai luci forti. evitate anche colpi di flash! La provetta così preparata è la residenza ottimale per la regina perchè mantiene all'interno un buon tasso di umidità e il cotone del tappo consente gli scambi di gas.
Dalla mia esperienza vi segnalo alcuni errori che è bene evitare:
- Non mettete poca acqua, perchè col caldo evaporerà e dovrete disturbare nuovamente la regina per rifare l'allestimento.
- Il tappo non deve essere troppo stretto ma nemmeno completamente lasco, la regina potrebbe fuggire.
- è meglio non dare cibo alla regina: salvo per qualche giorno appena dopo l'arrivo, per alleviare possibili stress da viaggio, in cui si può somministrare un po' di miscela al miele. La regina non mangia fino a quando le prime operaie non le procureranno il cibo, per cui è bene non mettere niente: in una provetta alcuni semi erano finiti a contatto col cotone imbevuto ed erano ammuffitti, creando un ambiente poco salutare che può anche provocare la morte della regina.
- Non disturbate la regina ogni giorno, soprattutto se ha appena deposto le uova, limitate i controlli a uno oni 2-3 giorni
Passato un mese la stessa regina ridepose le uova (27 aprile) decisi di non disturbarla più, controllai il il 16 maggio e la trovai con due larve imbozzolate. Il 1 giugno tornai a controllare e scoprii che era nata la prima operaia.
L'altra regina invece non depose mai e alla fine, ai primi di luglio, morì.
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domenica 19 luglio 2009
Costruire il formicaio in gesso - cpt. 1 - I materiali
Inizio anche a spiegarvi come ho costruito dei bei formicai in gesso. Al momento ne ho fatti 2 uno per le Lasius (ancora da abitare) uno più grande per le Messor (avviato).
Questi formicai sono costituiti da un parallelepipedo in gesso con le gallerie e le celle visibili grazie ad una lastra di plexiglas e da una arena, o zona di foraggiamento, dove le formiche possono circolare nell'ambiente esterno in cerca di cibo. Le due aree sono connesse tramite un tubo trasparenente.
Ecco la lista dei materiali e strumenti necessari:
Questi formicai sono costituiti da un parallelepipedo in gesso con le gallerie e le celle visibili grazie ad una lastra di plexiglas e da una arena, o zona di foraggiamento, dove le formiche possono circolare nell'ambiente esterno in cerca di cibo. Le due aree sono connesse tramite un tubo trasparenente.
Ecco la lista dei materiali e strumenti necessari:
- Lastra di plexiglas trasparente
- Gesso di tipo scagliola
- Acqua
- Catino per mescolare il gesso
- Farina
- Sale
- Telo di nylon
- 4 Assicelle di compensato o di plastica
- Scotch da pacchi o di carta
- una bottiglietta di plastica
- Un tubo in gomma da 10 mm di diametro
- Un pezzetto di tubo in gomma da 8 o 12 mm di diametro
- Una scatola di plastica (meglio se trasparente)
- Un'assetta di legno per fare il piedistallo
- 4 piccole reggimensole per incastrare il formicaio al piedistallo
- 4 feltrini antigraffio per sedie
- Silicone oppure paraffina
- Un telo per coprire il formicaio
- Cotone idrofilo o una spugnetta
- Attrezzi utili e necessari: taglierino, forbici, pennello, bastoncino per mischiare il gesso
Mi pare ci sia tutto, complessivamente, a seconda del negozio, la spesa dovrebbe essere contenuta entro i 20 eu.
Formiche parlanti!

Consiglio la lettura di questo articolo del Times, che a sua volta riporta un articolo di Science: una scoperta eccezionale nel mondo delle formiche! Parrebbe che oltre che con i messaggi chimici le formiche comunichino anche con i suoni prodotti da un organo apposito!
Qui di seguito riporto il testo originale:
[Advances in audio technology have enabled scientists to discover that ants routinely talk to each other in their nests.
Most ants have a natural washboard and plectrum built into their abdomens that they can rub together to communicate using sound.
Using miniaturised microphones and speakers that can be inserted unobtrusively into nests, researchers established that the queens can issue instructions to their workers.
The astonished researchers, who managed to make the first recordings of queen ants “speaking”, also discovered that other insects can mimic the ants to make them slaves.
Rebel's large blue butterfly is one of about 10,000 creatures that have a parasitic relationship with ants and has now been found to have learnt to imitate the sounds as well as using chemical signals.
The butterfly's caterpillars are carried by ants into the nests where they beg for food and are fed by the workers. When a colony is disturbed the ants will rescue the caterpillars before their own broods.
Research several decades ago had shown that ants were able to make alarm calls using sounds, but only now has it been shown that their vocabulary may be much bigger and that they can “talk” to each other.
Professor Jeremy Thomas, of the University of Oxford, said improvements in technology had made the discoveries possible because it meant the ants could be recorded and subjected to playbacks without becoming alarmed.
By placing miniature speakers into the nest and playing back sounds made by a queen, the researchers were able to persuade ants to stand to attention.
“When we played the queen sounds they did 'en garde' behaviour. They would stand motionless with their antennae held out and their jaws apart for hours - the moment anyone goes near they will attack,” he said.
He described how the ants would press their antennae to the speaker just as they would seek to greet another ant in the nest.
Professor Thomas said it remained unclear how much the ants relied on sound for language but he suspected that further analysis would reveal a wider vocabulary than had been seen yet.
“The most important discovery is that within the ant colony different sounds can provoke different reactions,” he said. “I would be very surprised if we didn't get different types of sound.
“It's within the power of the ant to play different tunes by changing the rhythm with which they rub.”
He added that the detection of the role of sounds provided the “final piece of the jigsaw” to explain how Rebel's large blue caterpillars survive in ants' nests and should help to guide conservationists in trying to save the endangered European mountain species.
Francesca Barbero, of the University of Turin, said: “Our new work shows that the role of sound in information exchange within ant colonies has been greatly underestimated.”
Karsten Schönrogge, of the Centre for Ecology & Hydrology in Oxfordshire, said the mimicry by the caterpillars was so convincing that the ants afforded them higher status than their own young. They will even slaughter their own young to feed the interlopers when food is scarce.
The findings were reported in the journal Science.]
Tratto da http://www.timesonline.co.uk/tol/news/environment/article5672006.ece
Qui di seguito riporto il testo originale:
[Advances in audio technology have enabled scientists to discover that ants routinely talk to each other in their nests.
Most ants have a natural washboard and plectrum built into their abdomens that they can rub together to communicate using sound.
Using miniaturised microphones and speakers that can be inserted unobtrusively into nests, researchers established that the queens can issue instructions to their workers.
The astonished researchers, who managed to make the first recordings of queen ants “speaking”, also discovered that other insects can mimic the ants to make them slaves.
Rebel's large blue butterfly is one of about 10,000 creatures that have a parasitic relationship with ants and has now been found to have learnt to imitate the sounds as well as using chemical signals.
The butterfly's caterpillars are carried by ants into the nests where they beg for food and are fed by the workers. When a colony is disturbed the ants will rescue the caterpillars before their own broods.
Research several decades ago had shown that ants were able to make alarm calls using sounds, but only now has it been shown that their vocabulary may be much bigger and that they can “talk” to each other.
Professor Jeremy Thomas, of the University of Oxford, said improvements in technology had made the discoveries possible because it meant the ants could be recorded and subjected to playbacks without becoming alarmed.
By placing miniature speakers into the nest and playing back sounds made by a queen, the researchers were able to persuade ants to stand to attention.
“When we played the queen sounds they did 'en garde' behaviour. They would stand motionless with their antennae held out and their jaws apart for hours - the moment anyone goes near they will attack,” he said.
He described how the ants would press their antennae to the speaker just as they would seek to greet another ant in the nest.
Professor Thomas said it remained unclear how much the ants relied on sound for language but he suspected that further analysis would reveal a wider vocabulary than had been seen yet.
“The most important discovery is that within the ant colony different sounds can provoke different reactions,” he said. “I would be very surprised if we didn't get different types of sound.
“It's within the power of the ant to play different tunes by changing the rhythm with which they rub.”
He added that the detection of the role of sounds provided the “final piece of the jigsaw” to explain how Rebel's large blue caterpillars survive in ants' nests and should help to guide conservationists in trying to save the endangered European mountain species.
Francesca Barbero, of the University of Turin, said: “Our new work shows that the role of sound in information exchange within ant colonies has been greatly underestimated.”
Karsten Schönrogge, of the Centre for Ecology & Hydrology in Oxfordshire, said the mimicry by the caterpillars was so convincing that the ants afforded them higher status than their own young. They will even slaughter their own young to feed the interlopers when food is scarce.
The findings were reported in the journal Science.]
Tratto da http://www.timesonline.co.uk/tol/news/environment/article5672006.ece
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Messor Barbarus - Diario pag. 1: L'acquisto online

Una volta che mi ero deciso a costruire il formicaio artificiale in gesso, ordinai da un sito online due regine di Messor barbarus, nate nella passata stagione e quindi senza operaie e uova. Ne ordinai 2 per sicurezza, a volte le regine non sono fecondate, il viaggio poteva essere stressante etc. e col senno di poi fu la scelta giusta, perchè una regina non depose mai nemmeno un uovo.
Scelsi, tra i vari siti che vendevano formiche online (tutti all'estero: Germania, Francia, Inghilterra, Polonia) un sito tedesco: Ants-Kalytta.com, i pro di questo negozio sono le basse spese di spedizione, perchè non usa un corriere espresso, ma semplicemente le poste tradizionali, così invece di 20-22 euro se ne spendono 8 (le regine costavano 3,80 all'una). C'è un po' di rischio, perchè mi pare che per legge non si possano trasportare animali (però forse i legislatori non hanno mai pensato che per animali si intende anche batteri e protozoi!) e le poste a volte, come nel mio caso, sono lente. Feci l'ordine il 23 febbraio, il 24 mi arrivò la mail di conferma che il pacco era stato spedito, e poi... più niente per un bel po'! Il pacco si perse in qualche ufficio. Tra l'altro Ants-Kalitta rispose a tutte le mie mail, stava per spedirmi altre 2 regine gratuitamente, quando infine arrivò il pacco. Ci tengo a sottolineare la correttezza del negozio.
Il pacco arrivò il 14 marzo, dopo 18 giorni di viaggio! Conteneva le due regine, ciascuna in una provetta di vetro e due minuscole fialette con semi d'erba. Le provette erano senz'acqua, per evitare annegamenti durante il viaggio, e tappate con del cotone, come si usa fare. Per fortuna che le Messor stanno bene anche senza umidità: erano entrambe vive e vegete!
Scelsi, tra i vari siti che vendevano formiche online (tutti all'estero: Germania, Francia, Inghilterra, Polonia) un sito tedesco: Ants-Kalytta.com, i pro di questo negozio sono le basse spese di spedizione, perchè non usa un corriere espresso, ma semplicemente le poste tradizionali, così invece di 20-22 euro se ne spendono 8 (le regine costavano 3,80 all'una). C'è un po' di rischio, perchè mi pare che per legge non si possano trasportare animali (però forse i legislatori non hanno mai pensato che per animali si intende anche batteri e protozoi!) e le poste a volte, come nel mio caso, sono lente. Feci l'ordine il 23 febbraio, il 24 mi arrivò la mail di conferma che il pacco era stato spedito, e poi... più niente per un bel po'! Il pacco si perse in qualche ufficio. Tra l'altro Ants-Kalitta rispose a tutte le mie mail, stava per spedirmi altre 2 regine gratuitamente, quando infine arrivò il pacco. Ci tengo a sottolineare la correttezza del negozio.
Il pacco arrivò il 14 marzo, dopo 18 giorni di viaggio! Conteneva le due regine, ciascuna in una provetta di vetro e due minuscole fialette con semi d'erba. Le provette erano senz'acqua, per evitare annegamenti durante il viaggio, e tappate con del cotone, come si usa fare. Per fortuna che le Messor stanno bene anche senza umidità: erano entrambe vive e vegete!
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Negozio online
Benvenuti!

Benvenuti a Myrmikes!
Partiamo dall'inizio, dal titolo: cos'è Myrmikes? Molto semplicemente la parola con cui gli antichi Greci chiamavano le formiche, e che ha dato origine a molti altri vocaboli legati a quest'insetto. Pensate ai mitologici Mirmidoni, agli animali mirmecofagi, alla sottofamiglia delle Mirmicinae, e così via! Una parola antica per un animale che l'uomo ha sicuramente osservato fin dalla notte dei tempi, perché nostro commensale occasionale.
Mi piacerebbe col tempo raccogliere informazioni carattere storico legate al rapporto uomo-formica, vedremo. Per adesso mi limito ad osservarle, in natura e in un formicaio artigianale che ho realizzato quest'inverno, e di cui cui riporterò qui le tappe dal mio diario cartaceo.
Ho iniziato la mia avventura con le Messor barbarus, acquistate da un negozio online, successivamete ho trovato in campagna delle regine di Lasius emarginatus.
Che altro dire come presentazione, forse due parole sul sottoscritto, naturalista per studi e passione, fotografo naturalista amatoriale, illustratore naturalistico. La passione per le formiche è abbastanza recente: è scaturita mentre scrivevo un libro didattico sulle pratiche del naturalista, così ho cominciato a leggere tutto quello che trovavo sugli insetti eusociali e sono rimasto affascinato dalla complessità dei comportamenti di questi piccoli animali.
Allora non mi resta che augurare buone letture a tutti!
Partiamo dall'inizio, dal titolo: cos'è Myrmikes? Molto semplicemente la parola con cui gli antichi Greci chiamavano le formiche, e che ha dato origine a molti altri vocaboli legati a quest'insetto. Pensate ai mitologici Mirmidoni, agli animali mirmecofagi, alla sottofamiglia delle Mirmicinae, e così via! Una parola antica per un animale che l'uomo ha sicuramente osservato fin dalla notte dei tempi, perché nostro commensale occasionale.
Mi piacerebbe col tempo raccogliere informazioni carattere storico legate al rapporto uomo-formica, vedremo. Per adesso mi limito ad osservarle, in natura e in un formicaio artigianale che ho realizzato quest'inverno, e di cui cui riporterò qui le tappe dal mio diario cartaceo.
Ho iniziato la mia avventura con le Messor barbarus, acquistate da un negozio online, successivamete ho trovato in campagna delle regine di Lasius emarginatus.
Che altro dire come presentazione, forse due parole sul sottoscritto, naturalista per studi e passione, fotografo naturalista amatoriale, illustratore naturalistico. La passione per le formiche è abbastanza recente: è scaturita mentre scrivevo un libro didattico sulle pratiche del naturalista, così ho cominciato a leggere tutto quello che trovavo sugli insetti eusociali e sono rimasto affascinato dalla complessità dei comportamenti di questi piccoli animali.
Allora non mi resta che augurare buone letture a tutti!
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